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Fatturazione elettronica per Shopify: cosa serve nel 2026

Quando un negozio Shopify deve emettere la fattura elettronica, quali dati servono (codice fiscale, codice destinatario, PEC) e come conservarla per dieci anni.

Shopify sa vendere, incassare e spedire. Non sa emettere una fattura elettronica: non genera il file XML nel formato FatturaPA e non lo invia al Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate. Se vendi in Italia, questa parte devi organizzarla tu, con un'app o con il tuo software di fatturazione.

Prima di scegliere come, conviene avere chiare tre cose: quando la fattura elettronica è obbligatoria, quali dati servono per emetterla e cosa farne dopo. Questa guida le mette in fila, per chi vende online e per chi usa Shopify POS in negozio.

In breve: se vendi a un'azienda o a un professionista con partita IVA, la fattura elettronica è sempre obbligatoria e passa dallo SDI. Se vendi online a un privato, la fattura è dovuta solo se il cliente la chiede entro il momento dell'acquisto; altrimenti basta annotare la vendita nel registro dei corrispettivi. In negozio, ogni vendita va certificata con un registratore telematico oppure con una fattura elettronica. E ogni fattura emessa va conservata a norma per dieci anni.

In questa guida:

Quando serve la fattura elettronica

Dipende da chi compra e da dove avviene la vendita:

Tipo di vendita Cosa serve
Online, a un privato, con beni spediti La fattura elettronica solo se il cliente la chiede entro il momento dell'acquisto. Altrimenti niente scontrino e niente fattura: annoti la vendita nel registro dei corrispettivi.
Online, a un'azienda o a un professionista Sempre la fattura elettronica, trasmessa allo SDI.
In negozio, con Shopify POS Il documento commerciale emesso da un registratore telematico (RT), oppure una fattura elettronica per ogni vendita. Shopify POS non è un registratore telematico.
A un cliente estero Se emetti la fattura (con un'azienda è sempre dovuta), la trasmetti comunque allo SDI con il codice destinatario XXXXXXX.

La vendita online di beni che spedisci, il cosiddetto commercio elettronico indiretto, è trattata come una vendita per corrispondenza: verso i privati non c'è obbligo di scontrino né di fattura, salvo che il cliente la chieda, e non serve il registratore telematico. Le vendite vanno comunque annotate nel registro dei corrispettivi. Prodotti digitali e servizi elettronici (il commercio elettronico diretto) seguono regole diverse, così come le vendite a distanza verso privati di altri paesi UE oltre la soglia dei 10.000 euro, che passano per l'OSS: su questi casi conviene sentire il commercialista.

Puoi sempre scegliere di emettere fattura anche quando non è obbligatoria. Molti negozi lo fanno per avere un solo flusso: anche questa è una decisione da prendere con il commercialista, perché cambia il modo in cui registri quelle vendite.

I dati che servono

Da parte tua, come venditore:

  • partita IVA e codice fiscale dell'attività, sede e dati anagrafici;
  • il regime fiscale (per esempio RF01 per l'ordinario, RF19 per il forfettario);
  • una numerazione progressiva delle fatture;
  • un canale per trasmettere allo SDI: un software o un intermediario che prepara il file XML e lo invia per te.

Da parte del cliente:

  • privato: nome, cognome, indirizzo e codice fiscale (16 caratteri). Per un cliente privato italiano il codice fiscale è indispensabile: senza codice fiscale né partita IVA lo SDI scarta la fattura;
  • azienda o professionista: denominazione, indirizzo, partita IVA e, per la consegna, il codice destinatario oppure l'indirizzo PEC.

Su Shopify il punto delicato è proprio la raccolta di questi dati. Per i negozi con sede in Italia il checkout chiede già codice fiscale e PEC; per il resto, come partita IVA e codice destinatario, di solito serve un campo aggiuntivo o un'app, al checkout, dopo il pagamento o in cassa. E i dati devono arrivare all'ordine nel formato giusto: un codice fiscale con un carattere in meno è una fattura scartata.

Un blocco checkout che raccoglie i dati fiscali del cliente

Codice destinatario, PEC e i codici speciali

Il codice destinatario dice allo SDI dove consegnare la fattura. In pratica i casi sono cinque:

Il cliente è... Codice destinatario Dove arriva la fattura
un'azienda con il proprio codice il suo codice di 7 caratteri al software o all'intermediario che il cliente usa per ricevere
un'azienda con la sola PEC 0000000 più l'indirizzo PEC alla sua casella PEC
un'azienda senza codice né PEC 0000000 nella sua area riservata sul sito dell'Agenzia delle Entrate
un privato 0000000 nella sua area riservata, più la copia che gli consegni tu
un cliente estero XXXXXXX lo SDI non consegna nulla: la trasmissione comunica l'operazione all'Agenzia, e al cliente mandi tu la fattura

Due dettagli utili. Se il cliente ha registrato il proprio indirizzo telematico presso l'Agenzia delle Entrate, lo SDI consegna lì in ogni caso, qualunque codice tu abbia indicato. E al cliente privato devi consegnare una copia della fattura, in PDF o su carta, salvo che vi rinunci: la trova anche nella sua area riservata, ma pochi la vanno a cercare.

Entro quando emetterla

  • Fattura immediata: entro 12 giorni dall'operazione, con la data dell'operazione. Per i beni l'operazione si considera effettuata alla consegna o spedizione, ma se il pagamento arriva prima conta il pagamento: per un ordine online pagato al checkout, di norma è la data dell'incasso.
  • Fattura differita: per le consegne accompagnate da un documento di trasporto, puoi emettere entro il 15 del mese successivo una fattura che riepiloga le consegne del mese. È utile con i clienti business che ordinano spesso.
  • Se lo SDI scarta il file, la fattura si considera non emessa. Correggi l'errore indicato nella notifica di scarto e reinviala entro cinque giorni, possibilmente con lo stesso numero e la stessa data.

Conservazione per dieci anni

Una fattura elettronica non si conserva tenendo il PDF o l'XML in una cartella: va messa in conservazione digitale a norma e tenuta per dieci anni. Le strade sono due:

  • il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate, a cui si aderisce dall'area riservata del portale Fatture e Corrispettivi;
  • un conservatore esterno, spesso già incluso nel software di fatturazione o nei servizi del commercialista.

Qualunque strada tu scelga, verifica due cose: che le fatture emesse dal negozio finiscano davvero in conservazione, e che tu possa recuperarle, con le relative ricevute, se arriva un controllo.

Se sei in regime forfettario

Molti negozi Shopify piccoli sono in regime forfettario, e qui ci sono tre cose da sapere:

  • dal 1° gennaio 2024 anche i forfettari emettono solo fatture elettroniche, senza eccezioni legate ai ricavi;
  • le fatture riportano il regime RF19 e, non avendo IVA, la natura N2.2, con il riferimento all'art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014;
  • sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro si applica l'imposta di bollo da 2 euro, assolta in modo virtuale: la segnali nel file XML, l'Agenzia calcola il dovuto ogni trimestre e lo paghi con F24.

Cosa cambia nel 2026

Le novità del 2026 che toccano chi vende con Shopify sono soprattutto due.

Il collegamento tra POS e registratore telematico. Dal 2026 chi certifica le vendite in negozio con un registratore telematico deve abbinare ogni strumento di pagamento elettronico al registratore, con il servizio disponibile dal 5 marzo 2026 nell'area riservata del portale Fatture e Corrispettivi. Per i POS già in uso a gennaio il termine era il 20 aprile 2026; l'abbinamento va aggiornato anche quando attivi un nuovo POS, lo sostituisci o lo dismetti. Se in negozio usi Shopify POS insieme a un registratore telematico, riguarda anche il lettore di carte con cui incassi. Il mancato collegamento è sanzionato come omessa memorizzazione dei corrispettivi, quindi se non l'hai ancora fatto, fallo adesso.

Le specifiche tecniche FatturaPA 1.9.1, in uso dal 15 maggio 2026. Sono un aggiornamento tecnico per software e intermediari: tra l'altro introducono un nuovo controllo di scarto (00327) per le fatture verso le società di un Gruppo IVA. Per una normale vendita online non cambia nulla, ma il software che usi deve essere aggiornato.

Per tutto il resto, le regole descritte sopra valgono anche nel 2026. Le novità ufficiali sono raccolte nella sezione Fattura elettronica e corrispettivi telematici ↗ del sito dell'Agenzia delle Entrate.

Come la gestisce Fatturino

Fatturino è la nostra app Shopify per la fatturazione elettronica. Si occupa di tutto quello che abbiamo visto sopra:

  • Sceglie il documento giusto per ogni ordine: fattura semplificata (TD07) sotto i 400 euro, ordinaria (TD01) da 400 euro in su, per le aziende e per i clienti esteri.
  • Invio allo SDI automatico o manuale. Con l'invio automatico ogni nuovo ordine parte da solo. Con quello manuale invii tu le fatture, una alla volta o in blocco: utile se fatturi solo i clienti che la chiedono.
  • Raccoglie i dati fiscali dove avviene la vendita: legge codice fiscale e PEC dai campi nativi del checkout, aggiunge un blocco checkout con validazione (su Shopify Plus), un modulo nella pagina di ringraziamento per chi non li ha inseriti (tutti i piani Shopify tranne Starter) e un tile in Shopify POS per la cassa.
  • Un ordine senza dati non si perde: resta in attesa con il motivo indicato, e la fattura parte appena i dati ci sono.
  • Clienti esteri e aziende: codice destinatario XXXXXXX e natura IVA corretta per export e cessioni intra-UE; per le aziende italiane, codice destinatario o PEC, e senza l'uno o l'altra la fattura resta nel cassetto fiscale del cliente.
  • Esiti SDI nell'app (accettata, scartata, consegnata, mancata consegna) e correzioni a norma: una fattura accettata si annulla con una nota di credito (TD04 o TD08) e si riemette, tutto collegato all'ordine Shopify.
  • Conservazione a norma per dieci anni di ogni documento accettato, con le ricevute di conservazione scaricabili.
  • La copia per il cliente: la fattura in PDF per email (dal piano Business in su), e PDF e XML da scaricare, anche in blocco.

Il tile di Fatturino in Shopify POS

I piani partono da 9,90 € al mese per 30 documenti (Business 24,90 € con 150 documenti, Scale 59 € con 400), IVA esclusa, con l'addebito sulla fattura Shopify. Tutti i dettagli sono nella pagina di Fatturino.

Domande frequenti

Devo emettere una fattura elettronica per ogni ordine online?

No, non per legge. È obbligatoria per i clienti con partita IVA e per i privati che la chiedono entro il momento dell'acquisto. Per le altre vendite online di beni a privati basta annotare i corrispettivi. Puoi comunque scegliere di fatturare tutto.

Shopify può emettere fatture elettroniche da solo?

No. Shopify non genera il file FatturaPA e non lo invia allo SDI: serve un'app o un software di fatturazione collegato al negozio.

Il codice fiscale è obbligatorio per fatturare a un privato?

Per un cliente privato italiano sì. La fattura deve riportare il suo codice fiscale, altrimenti lo SDI la scarta.

Cosa succede se lo SDI scarta una fattura?

La fattura si considera non emessa. Correggi l'errore indicato nella notifica di scarto e reinviala entro cinque giorni, possibilmente con lo stesso numero e la stessa data.

Posso usare Shopify POS in un negozio in Italia?

Sì, ma Shopify POS non è un registratore telematico. Ogni vendita in negozio va certificata con un registratore telematico, a cui dal 2026 va collegato anche il terminale di pagamento, oppure con una fattura elettronica.

Questa guida ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere del tuo commercialista, che conosce la tua situazione.


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